L’AMORE OGGI?
ASSOMIGLIA SEMPRE PIU’ AL CORSO DI UN FIUME:
DISCENDE PIU’ FACILEMNTE DI QUANTO NON SALGA!!!
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Carissimi amici, sento di ringraziare, pubblicamente il nostro carissimo Papa Leone XIV!!!
E non perché o chissà per quale motivo grande debba fare ciò, ma semplicemente per aver messo un piccolo stop alla spasmodica ricerca di quello che già Pascal denunciava: “La natura dell’amor proprio e di questo io umano, è di non amare che sé stessi e di non considerare che sé stesso” (B. Pascal)
Mi riferisco alla richiesta, in questi ultimi anni, fatta con insistenza del Diaconato alle donne per la quale il Papa ha messo un chiaro fermo.
Certamente ho vissuto con molto disagio questa insistente ricerca di parità da parte di filosofe, teologi, suore etc. e l’ho vissuta come una scimmiottatura ideologica (oggi estremamente di moda puntando sul declino della persona nella sua identità primaria) e, percepito da me, come un “transfert” psicologico dal sentire civile… al religioso. Senza poi parlare di un altro tema scottante riguardante il sacerdozio alle donne!!!
Andiamo con ordine:
Diacono, dal greco: colui che serve.
Ma, per servire, abbiamo bisogno di un investimento particolare della Chiesa?
Per noi, consacrate, non dovrebbe essere una naturale conseguenza e stile di vita?
Naturalmente la percezione è che, l’elevarci a Diacono sia, per paradosso, più in ruolo di potere sociale che tutti ufficialmente devono riconoscere.
Qualcuno scriveva che: “Nulla è più pericoloso che paragonarsi con gli altri…
e niente è più antipatico che preferirsi a qualcuno”.
Certo, apparentemente i consacrati sembrano protetti contro gli eccessi della moda, delle varie eccentricità e proposte moderne… ma certamente non sfuggono a certi andazzi e richiami mondani!
Naturalmente, è palese a tutti, che l’egoismo, tende a giustificare qualsiasi nostra condotta e fa molta resistenza per tutto quanto si oppone e ostacola i nostri sogni.
E’ chiaro per tutti che il nostro ego sacrifica con leggerezza Dio ai nostri capricci di indipendenza, di sensualità… ci deruba e ci inganna sotto l’apparenza di una spiritualità fittizia.
E mentre magari cerchiamo la parità e l’indipendenza anche negli spazi della Chiesa (perché tutto deve evolversi e rispondere alla modernità dei tempi di oggi) cadiamo in un gioco psicologico e obbrobrioso di cuori guasti all’interno della stessa Chiesa.
La ricerca del piacere e di tutto ciò che rende la vita facile, dolce, gradita e morbida… produce il malvagio frutto diametralmente opposto: scappare da tutto ciò che è sofferenza, sacrificio e costanza. Non più disposti a sacrificare tutto per la causa delle anime.
Dovremmo essere, e lo siamo, con Gesù e in Gesù una famiglia immensa, universale, i cui membri possono e devono amarsi anche se non si conoscono.
In questa famiglia, che è la Chiesa, non ci sono nemici e tantomeno diversificazioni… ma fratelli e sorelle che camminano a fianco gli uni degli altri e le Suore, se vogliamo, con un passo in più nel servizio!
Chiaro, che è una fraternità non di sangue ma di fede, ma credetemi non è per nulla una burla o uno scherzo è tutto estremamente vero e pieno di sacrifici.
Che bella la Parola di Dio dove dice: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accogli me accoglie Colui che mi ha mandato” (Matteo 10, 40)
Eh sì, siamo pieni di sapienti, scrittori, professori, docenti, organizzatori di congressi, di pellegrinaggi… siamo pieni di uomini capaci di grandi affari, di influencer, polemisti di ogni genere e, forse, in questa epoca ci mancano solo… i Santi che ci dicono:
l’egoismo è il falso amore di noi stessi e in contrasto con l’amore di Dio e del prossimo!!!
Quante persone ho incontrato nella mia vita che sotto l’abito borghese, e se vuoi di marca, portano un cuore veramente cristiano e quanti cristiani, magari inconsciamente e pienamente egoisti, ignorano totalmente lo spirito di Comunità e non hanno mai rischiato niente per il bene del prossimo!!!
Perciò porgo l’augurio di buon anno al nostro caro Papa e a tutti, nella certezza che tutti possiamo essere lievito nella attuale società materializzata ed atea.
Suor Rosalina





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