“LODATE IL SIGNORE… VOI TUTTE FIERE E TUTTE LE BESTIE, RETTILI E UCCELLI ALATI…” (Salmo 148, 7-10)
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In un mondo così violento che non riesce a mettere Pace tra le Nazioni, Pace nelle famiglie, Pace nel cuore dei giovani, degli adolescenti, e in una società, quella attuale dove si è installato il potere della morte che opprime e avvolge ogni aspetto della vita, dalla nascita (vedi l’aborto) alla morte (vedi il caos sul fine vita e l’eutanasia), è comprensivo che si instauri fortemente, magari a livello inconscio, il concetto che sia normale il “maltrattamento” sugli animali, in quanto li pensiamo sottoposti al potere e al volere degli uomini!
Naturalmente, nessuno obbietta quando, nelle persone, le reazioni negative contro gli
animali sono compiute per una difesa di sé o di qualcuno, chiunque esso sia; ma quando queste, sono dovute al puro sadismo o al perverso piacere di procurare sofferenza a qualcuno, mi chiedo, se queste persone sono capaci di avere il coraggio di <<riconoscersi>> uomini!
È molto importante questa domanda perché, quando nelle persone nasce una simile coscienza, cioè la percezione di essere uomini, allora, al loro interno, si mette per davvero in moto un’azione positiva irresistibile e affascinante, che non cessa di <<agire>> nel tempo e, soprattutto, si trasmette come in un impercettibile contagio, anche a chi vive accanto a loro!
Mi sono sempre stupita, girando qua e là per il mondo, nel vedere all’entrata di palazzi
secolari e antiche ville, le effigi di volti o figure di animali in pietra, posti come guardiani al loro ingresso.
Non solo, ma anche molti stemmi, hanno nelle loro araldiche, figure di aquile, leoni, orsi, serpenti etc. come emblemi del loro potere. Persino gli Apostoli che hanno scritto il Vangelo sono simboleggiati con figure di animali.
Inoltre, nella nostra cultura sia attuale che dei secoli passati, è sempre stato attribuito all’animale, possiamo definire, una loro particolare spiritualità? Tant’è che il nostro Papa bresciano Paolo VI, in una sua, non ricordo se lettera o omelia, diceva che gli animali di cortile o di allevamento, che comunque avevano un rapporto comunicativo con l’uomo “potessero avere non un’anima eterna ma temporale”!
Addirittura, per alcuni Padri della Chiesa, i <<cani>> che leccano le ferite degli uomini,
sono come il simbolo dei Predicatori che, con la loro lingua e usando la Parola di Dio, toccano,
curano, le ferite dell’anima, le angosce, e i dolori degli uomini!!!
La Chiesa ci presenta, lungo il corso dei secoli, un fiume di Santi ed è interessantissimo conoscere il rapporto che loro, i Santi, hanno avuto con gli animali. Il loro agire spazia ovunque: da San Romedio (330 – 405) che parla con l’Orso e si fa portare dallo stesso il cibo quotidiano sulle alture boschive delle Dolomiti, a San Francesco D’Assisi che incontra il lupo di Gubbio, e parla con gli uccelli… a Sant’Antonio di Padova che proclamava ai pesci la parola di Dio! Ne citiamo solo qualcuno:
San Rocco, (1345-1379) è sempre rappresentato con la veste alzata sul ginocchio destro che mostra le ferite, e con un cane vicino che, si legge nella sua storia, non solo gli leccava le ferite procurate dalla peste, ma gli portava anche il cibo: da qui la sua nomina a Santo Protettore dei cani, e con lui il cane è assurto a simbolo di fedeltà e compassione nei riguardi dell’uomo.
San Francesco di Paola, (1416 – 1507) si dice che avesse una grandissima affezione verso tutti gli animali, è evidente in lui il rispetto per ogni creatura! Si legge, nella sua storia, della
<<resurrezione>> del suo agnellino Martinello, che l’avevano ucciso, quelli del paese, per essere mangiato…… e lui ne soffrì a tal punto da non vergognarsi di chiedere al Signore la restituzione in vita del piccolo <<Martinello>> e….. sorpresa miracolosa, gli fu… restituito vivo!!!
San Girolamo di Tebaide (IV secolo) il <<Traduttore della Bibbia>>, nell’iconografia è
rappresentato con un leone vicino perché, dice la storia, che il Santo, definito il Principe dei
filòlogi, lasciò la sua enorme attenzione ai libri per soccorrere e curare l’animale che si era presentato a lui con una zampa ferita e, da quel momento, il leone non lascerà mai più San Girolamo! Bellissima questa figura del Santo che, non solo non teme il leone e la sua ferocia, ma lascia i suoi alti studi per dare attenzione e sollievo all’animale che, dice la storia, alla sua vista tutti i confratelli di San Girolamo scapparono spaventatissimi dal convento!!!
Stupenda e molto rappresentativa la figura del Cristiano che sente, come necessità, di alleviare le sofferenze degli animali, certamente questo, è lo stesso Cristiano che ha il coraggio di guardare e prendersi cura delle ferite degli uomini e del mondo!!!
Sant’Antonio di Padova, (1195 – 1231). Che dire della sua stupenda testimonianza? Tutti
sanno del fatto accadutogli a Rimini, dove il Santo si fermò per annunciare la parola di Dio, e, nessuno, ma proprio nessuno lo voleva ascoltare, beccandosi anzi lo scherno e la derisione degli abitanti! E lui che fece? Si recò vicino al mare e iniziò a predicare ai pesci ……miracolo!!!
Dicono, i testimoni del tempo, che dal mare, ordinatamente emersero con la testa fuori dal livello dell’acqua, un enorme numero di pesci, di ogni dimensione, per ascoltarlo! La gente ne rimase così scioccata e sconvolta che accorse, non solo per vedere il miracolo, ma per ascoltare ciò che Sant’Antonio diceva, questo fatto portò, dice la storia, alla conversione del popolo e degli eretici!!!
Forse, e a molti può sembrare anacronistico, ma anche in Comunità, ogni volta che vedo un agnellino o che nasce un agnellino, penso: Ecco perché Gesù ha voluto essere rappresentato da un
<<Agnello Immolato>>: troppo palese la bellezza della sua mitezza, troppo manifesta la sua incapacità di
fare un benché minimo male, troppo evidente il suo candore!
Ma anche, penso ci sia del miracoloso, pure osservando la laboriosità delle formiche quando, incredibilmente, portano la briciola di pane che, ad occhio/croce, è tre volte più grande della loro dimensione!
Non solo, ma nel gergo popolare, quando si vuol definire una persona particolarmente forte e coraggiosa si dice: << hai il coraggio di un leone! >>.
E di un bugiardo che si dice?
<<È come una serpe velenosa e biforcuta>>
Quante volte per definire il Bene e il male, nel vissuto di una persona, viene usata la metafora di un animale corrispondente al vizio o alla virtù manifestata dalla persona stessa!!!
E così nell’Apocalisse, il potere del male nel mondo, l’Anticristo, è rappresentato come un
Drago, una bestia che sale dal mare. (Apocalisse 13, 11)
Eh sì, per il Cristiano, l’animale è una creatura anch’essa uscita dalle mani di Dio. Come dice il Salmo 36, 7 : “Uomini e bestie tu salvi o Signore ”!
E’ vero, anche gli animali sono un dono di Dio e chiunque abbia davvero incontrato Dio non può cosificarli, disprezzarli e, volutamente, orchestrare il male contro di loro.
Dirò di più: sapete come sono rappresentati i Discepoli di Gesù, i Cristiani? Incredibilmente…..
“Come pecore in mezzo ai lupi ”. (Matteo 10,16)
Capito? Siamo chiamati a combattere il male, qualsiasi volto esso abbia e a difendere il Bene, nonostante in apparenza il male appaia più forte……proprio come un lupo che aggredisce le pecore, ma… con Dio noi faremo cose grandi!!!
Sr. Rosalina






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