TOH !… LA VERITA’ STA EMERGENDO,
COSì DA COMUNITA’ “DEGLI ORRORI”… SI PASSA A GIORNALISMO DEGLI ORRORI !!!
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La VERITÀ:
in teoria, si esprime con un pensiero proprio di una mente che conosce la vera realtà! Quindi, la menzogna si configura come l’enunciazione di una cosa falsa, con la deliberata intenzione di ingannare al fine di nuocere e danneggiare, qualcuno!
Parliamo espressamente di mendacità ovvero, di una voluta tendenza all’occultamento ed alla mistificazione della verità; alla falsa rappresentazione di fatti e di comportamenti, al fine di procurare volutamente degli svantaggi, comprensivi di palesi danni collaterali, a sfavore di ben precise categorie di persone, gruppi o Comunità.
GIUSTIZIA:
“La giustizia è l’abito grazie al quale una persona (preposta) dà a ciascuno ciò che gli spetta di diritto, con volontà costante e duratura” (San Tommaso D’Aquino).
Quando la giustizia rischia di non essere più garante del bene dell’uomo e di tutti gli uomini, si assiste ad una forma di sopraffazione da parte di soggetti prepotenti o da parte di vari potenti… creando nell’inconscio collettivo comune il concetto di giustizia, percepita non tanto come realtà rispondente al bene sociale, ma come complice di un andazzo, dove l’uomo comune, avverte tutta l’impotenza del Bene di fronte all’ingiustizia!
Così facendo, la Giustizia manipolata, fa troppo spesso il gioco del più forte e potente, mentre dovrebbe essere una “coscienza critica” che, in nome della legge, corregga tutte le prevaricazioni perpetrate a danno dei più deboli!
GIORNALISMO:
contro di noi, Comunità Shalom, è stata giocata una carta serva di una tentata manipolazione, senza precedenti !!!
Piero Ottone (Giornalista e scrittore), nell’ultimo capitole del volume “Il buon giornale”, riassume la questione morale del giornalismo con questa frase: “Nessuno decide di fare il giornalista per migliorare l’umanità, però un buon giornalista, la migliora”!!!
Sappiamo che, i giornalisti oggi, sono “relativamente liberi”, devono rispondere agli interessi economici (o politici) del gruppo che controlla l’azienda in cui lavorano. Una “carriera facile” può essere pagata con l’asservimento al fine di produrre “notizie patacca”: la tentazione del successo e del protagonismo è parte preponderante dell’azione della stragrande maggioranza dei giornalisti, e va spesso, a scapito della qualità e della verità dei fatti a cui si fa riferimento.
La legge del successo e della concorrenza guida troppo spesso il comportamento di certi singoli giornalisti, in quanto tale comportamento, si riflette sulle loro carriere individuali: ogni giorno devono conquistare spazio sui Social; la tentazione di imboccare scorciatoie con falsità è dovuta alla ricerca di un facile clamore mediatico, che produce spesso un enorme danno che ricade sulle persone coinvolte; tutto ciò è stucchevolmente facile!!!
A noi, per circa due anni, sono giunte minacce di qualsiasi tipo; comprese quelle di morte, con denigrazione totale, non solo della Comunità come gruppo sociale, ma anche a danno di singole persone, presenti in Comunità, fatte passare come dei diabolici e spregevoli individui che con azioni malefiche, fortemente scioccanti, umiliavano e schiacciavano altri individui qui presenti!!!
Era tutto falso:
i filmati più violenti che hanno giustamente suscitato la reazione negativa di chi ne veniva a conoscenza, erano… COMPLETAMENTE FALSI E COSTRUITI, BEN VISIBILI NELLE RISATE CLAMOROSE DEI RAGAZZI CHE ASSISTEVANO, INCONSAPEVOLI AL RIPETERSI DELLE SCENE PER RENDERLE IL PIU’ POSSIBILE VEROSIMILI !!!
ANZI, I SOGGETTI ATTORI ERANO PAGATI CON BEN DUE SIGARETTE(!) I SOGGETTI COINVOLTI CHE PRESENTAVANO, IN MODO DOCUMENTATO, UNA CONCLAMATA INVALIDITÀ MENTALE, CHE, PUTROPPPO, SI PRESTAVANO RIPETUTAMENTE ED INCONSAPEVOLMENTE A RENDERE LE SCENE, IN OGGETTO, SEMPRE PIÙ SUGGESTIVE E VEROSIMILI; USANDO, IN TAL SENSO, UN EX OSPITE, COMPLICE, CHE AVEVA ACCESSO LIBERO ALLA COMUNITÀ STESSA; MENTRE SI DICHIARAVA UNA FALSA PRESENZA DI UNA FIGURA DI GIORNALISTA D’INCHIESTA, CHE IN REALTÀ ERA SOLO UN EX OSPITE COMPLICE (PAGATO?).
Dopo un po’ di tempo, infatti, si verificherà la fuga di un ragazzo che telefonerà al soggetto implicato, chiedendogli del denaro per il suo silenzio, diversamente sarebbe andato a riferire tutto alle Forze dell’Ordine, rivelando che quanto messo in scena era tutto falso e costruito. In effetti, per qualche mese, come da lui riportato, otterrà dal falso giornalista, un corrispettivo in denaro ed il mantenimento di un cellulare personale (per qualche mese)
QUESTO È GIORNALISMO?
Può, l’impegno giornalistico, trascurare le responsabilità etiche, morali, individuali, soggettive, inerenti alla professione del vero giornalista?
Menzogne e polemiche artificiose vengono provocate e messe in piedi per attirare l’attenzione su realtà che, per scelta, si vogliono danneggiare, attraverso l’utilizzo strumentale e violento di vicende costruite ad hoc e realizzate “a tambur battente”, proclamate come verità indiscusse in riferimento a gruppi, comunità, individui che a vario motivo, possono risultare scomodi e fastidiosi.
Parliamoci chiaro, che qui la moralità, così sbandierata, di un giornalismo d’inchiesta, va a farsi benedire, in quanto di inchiesta reale non c’era niente, ma tutto è stato costruito per far sembrare reale la falsità di alcune testimonianze e fatti (questi ultimi mai accaduti all’interno della Comunità) a solo danno della Comunità Shalom stessa.
Sappiamo tutti che, l’informazione è una forza decisiva per la crescita di una società più giusta e solidale; la possibilità di manipolare notizie, rispondente, magari, alle pure leggi del mercato, non aiuta certo la società ad essere migliore e più sincera.
Ora è la Giustizia, che per molti oggi, è il “CASO SERIO ” dell’attuale società, a dover fare il suo percorso giusto (nel nostro caso siamo stati oggetto di un “reato continuato” di cui ancora oggi si possono verificare le enormi distorsioni di approccio alla nostra realtà, in quanto sul Web si dà molto spazio alle falsità succitate).
Oggi, quanti reati sono destinati ad essere impuniti; quanto è diffuso ed incontrollato il reato della diffamazione ?!!!
Oggi, la Giustizia pare non risieda più nei fatti reali… ma nella testa dell’uomo che è preposto al suo esercizio… e sembra che, la Giustizia appunto, quale elemento di garanzia del bene di ogni persona, anche nell’inconscio collettivo popolare, non sia più un concetto recepito come un “dovere” di ricerca del “diritto” di ogni persona, ma come un opinione di pensiero puramente soggettiva ed individuale!
Forse, anche per questo motivo, assistiamo al diffondersi incontrollato di sempre nuove forme di criminalità.
Tuttavia, come dice l’Evangelista Matteo, un interrogativo prepotente sorge dentro di noi nella battaglia quotidiana del bene e del male : “I servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: <<Signore non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?>> Ed Egli rispose loro: <<Un nemico ha fatto questo!>> E i servi gli dissero: <<Vuoi che andiamo a raccoglierla?>> No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania con essa non sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altra crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio” (Matteo 28, 30)
Aspettiamo Giustizia umana e… la mietitura promessa nel Vangelo!
Sr. Rosalina





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