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“TROPPA FROCIAGGINE nella Chiesa” (Papa Francesco)

Scritto da Suor Rosalina
Giugno 3, 2024

“TROPPA FROCIAGGINE nella Chiesa” (Papa Francesco)

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Sai, caro Papa, la nostra attuale società è come se fosse ROBOTIZZATA, ripiegata su sé stessa: ascolta ed esegue sistematicamente solo ciò che le viene proposto in modo finemente seduttivo ed artatamente inculcato!!!

Questa sorta di “autismo sociale”, ci ha portati – tutti quanti – all’egocentrismo narcisista, allo svilimento collettivo ed alla SVALUTAZIONE dell’UOMO, in tutti i sensi.

Ma tu, caro Papa, continua a parlare il “linguaggio” del Vangelo: la tua parola sia Sì-Sì, No-No… Tutto il resto VIENE DAL MALIGNO” (Matteo 5, 17-37).

   Oggigiorno, abbiamo perso tutti la “Bussola” relazionale; ci prodighiamo tanto per “raccontarcela” con mille parole, con dialettiche forbite e retoriche apparentemente sempre più “fini”, per poi – in realtà – non dire proprio “NIENTE !!!

            Il NULLA ASSOLUTO… il vuoto A PERDERE!

Aveva ragione il Beato Carlo Acutis: “Nasciamo tutti originali e moriamo fotocopie”!!!

Ed è così che è successo anche in questi giorni: quando la Tua parola non corrispondendo alla “fotocopia” del “Pensiero Comune”, del politicamente corretto (e corrotto); ma hai parlato in modo Evangelico; ecco che, puntuale è scattata nei tuoi confronti la dinamica del “rifiuto”, della censura, dell’ostracismo!!!

A onore del vero, il termine “frociaggine” (che ti sei lasciato sfuggire) è un “pochino ardito” …. per la sensibilità odierna… mi verrebbe da dire “offensivo”, viste le vesti che molti si stanno stracciando.

Sono certa, caro Santo Padre, che quella parola, tu possa averla espressa in un contesto da spazientito, a causa del continuo perseverare insistente di una puntuale prevaricazione agita da parte del PENSIERO FLUIDO, contrario al celibato dei sacerdoti, e nei confronti dei Voti e delle Promesse religiose. (Fenomeno probabilmente molto diffuso anche all’interno della Chiesa stessa e in certe persone cosiddette consacrate).

Ti sei spazientito Caro Papa dell’assoluta e diffusa mancanza di valore dato alla CASTITÀ nel contesto culturale odierno anche all’interno di certi strati della Chiesa.

La CASTITÀ, di per sé, è una virtù estremamente coraggiosa che chiede di fare una grande scelta e di rispettarne con coerenza il valore!!!

Mai come oggi abbiamo bisogno di presenze impegnate e coraggiose, oltre che esemplari, capaci di battersi per difendere i propri valori, la propria Fede; dimostrando che è possibile la padronanza del proprio corpo, l’equilibrio delle proprie passioni e della propria fantasia!

Vivere la CASTITÀ – oggi – è come scalare la vetta che porta all’Everest con delle scarpette da ginnastica e senza le bombole di ossigeno.

Eppure, credere e tendere alla CASTITÀ non è una cosa allampanata o impossibile!

Certo, il fiato, talora, viene a mancare man mano si sale, ma… che GIOIA arrivare alla cima!

Una sensazione INDICIBILE, un amore e un GUSTO inesprimibile di bellezza alla vista di un panorama ed un mondo sconosciuto, se guardato dal basso, eppure, visto su dall’alto, lascia senza parole!!!

Caro Santo Padre hai osato “toccare” un argomento tanto in voga e dibattuto ai giorni nostri: l’omosessualità; anzi, hai fatto di più: l’hai collocata all’interno della Chiesa, esortando i vescovi a selezionare seriamente i candidati agli ordini religiosi.

Nella mia, non proprio breve, vita (visto che da più di cinquant’anni lavoro con i giovani) ho incontrato ragazzi e ragazze con caratteristiche e tipologie congenite:“Vi sono eunuchi nati così dal ventre della madre” (Matteo 19, 10-12), totalmente privi di pulsioni eterosessuali; altri invece ricercano un partner – del proprio sesso – per una smania, per una voglia di avventura erotica e bizzarra: li ho conosciuti personalmente e ho percepito i loro contrastanti sentimenti!

Ho conosciuto “molti” casi di questo tipo anche nella vita di “consacrazione”, dove, la stessa vita consacrata, è risultata poi – a sentire i diretti interessati – non come una DONAZIONE agli altri, (come i Santi ci hanno sempre testimoniato: per Gesù e l’umanità), ma per assicurarsi un appoggio esistenziale, una sorta di sicuro rifugio personale, apparentemente privo di conflitti e complicazioni psicologiche oltre che morali. Lascio a voi valutarne le conseguenze…..!

Nella mia lunga esperienza ho collaborato spesse volte con la Giustizia, a motivo di minorenni abusati, e in alcuni casi (sorpresa!) gli aguzzini erano dei “Consacrati”!!!

Concordo con Lei, caro Santo Padre, quando sostiene che gli omosessuali non vadano condannati, demonizzati o ghettizzati, perché come tutti gli esseri umani vanno amati, capiti e (perché no?!) anche aiutati, affinché comprendano la genuinità del proprio sentire, dei propri sentimenti e inclinazioni (non tanto perché l’omosessualità debba essere considerata “cosa brutta o sbagliata”); evitando così, che alla base non vi sia una scelta di comodo, di moda, di mera pulsione istintiva; magari “indotta” da influssi culturali globalizzati e potenti, se non addirittura inclinazioni espresse all’interno della famiglia stessa di appartenenza.

Approfitto per ringraziarla ulteriormente, Santo Padre, per la Sua chiarezza, anche per la “battuta d’arresto” da Lei auspicata in merito al diaconato femminile che, personalmente, ritengo un “vezzo superfluo ed inutile”, visto che aggraverebbe oltremodo le già molte responsabilità che ci sono ad essere una “Suora, una consacrata e operativa”! Il che vale almeno per la sottoscritta.

Le sono “di nuovo” molto RICONOSCENTE!!!

Il vecchio detto: “Se ognuno facesse bene il proprio dovere…”. Ecco, appunto, le Suore facciano bene le Suore, i Preti facciano bene i Preti, e di conseguenza vedremo molte persone RI-AVVICINARSI a questa nostra tanto cara e amata Santa Chiesa!!!

Comunque, Santo Padre, in confidenza, Le dico che oggi la CASTITÀ – per me – è come dice San Paolo nella lettera ai Corinti: “Il corpo non è per l’impurità bensì per il Signore… Fuggite l’impurità… non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo?” (1° Cor. 6,13 ss.).

La CASTITÀ è – e rimane – per me e per molti consacrati, uno stile improntato alla CHIAREZZA ed alla LIBERTÀ; uno stile di DISPONIBILITÀ e SERVIZIO a favore dei più deboli… è UMILTÀ, perché ti aiuta a servire nella carità ed riconoscere anche i propri sbagli a motivo della libertà che ti propone…

È semplicemente AMORE che mette gli altri al primo posto, dopo Gesù!

Purtroppo, il danno offerto dall’illusione dellaRivoluzione Sessuale”, camuffata dal miraggio della sola piacevole sensazione, data da una sessualità vissuta in maniera capricciosa e disimpegnata, ha portato ad una sessualità illusoria, chimerica, “imprigionata” in corpi sotto sequestro, ad opera di mode rutilanti, cangianti e frivole!!!

Guarda caso molti giovani della mia Comunità ne sono testimoni e vittime allo stesso tempo in    

modo esemplare nella loro storia personale!

 

                                                                         

                                                                                                                       Suor Rosalina

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